
Vampiri

IL VAMPIRO
(Charles Baudelaire)
Tu che, come un colpo di coltello,
nel cuore gemente mi sei penetrata;
tu che, forte come un drappello
di demoni, sei giunta folle e ornata
a far tuo letto e assoluto dominio
del mio povero spirito umiliato;
tu infame, alla cui ignominia,
come forzato alla catena son legato,
come incallito che al gioco s’ostina,
etilico che alla fiasca s’accompagna,
vermi che vita prendon alla carogna:
tu sia maledetta, maledetta tu sia!
Ho supplicato la spada fulminea
di conquistare la mia libertà;
e ho chiesto al veleno perfido
di soccorrere la mia inanità.
Povero me! La spada e il veleno
mostrando disprezzo m’ hanno detto:
<< Di toglierti non ti faccio degno
alla tua schiavitù da maledetto,
imbecille! Se anche del suo impero
potessimo ottener di liberarti,
con i tuoi baci rivivere faresti
il cadavere di questo tuo vampiro!>>

Quello che vi sto offrendo non è una risposta, ma la verità.
Ma cos’è la verità? Una nuda apparizione del mondo che ci circonda o qualcosa di
nostro? Dicono che la conoscenza della verità sia un bene… dannati questi!
La verità svelata è solo uno specchio di quello che ognuno di noi nutre
all’interno, celato da un oblio difensore. La verità è crudele, quanto lo
spirito di un uomo. E’ la figlia della conoscenza ma madre della dannazione.
L’uomo è solo un corpo che ospita la cruda verità, la verità di essere razza
Superiore all’essere umano. Per questo ogni tentativo è vano per distruggerla
poiché la verità alloggia in ognuno di noi, me compreso, e non puoi vendicartene
se non uccidendo ciò che l’accudisce: non puoi parlare di verità, dunque, se non
nominando il male, triste frutto dell’essere debole. Queste mie corrotte parole
non devono intimorirvi bensì aprirvi gli occhi per accogliere un destino di
sangue e rimpianti. Proprio questo destino è la verità, il male, che c’è e ci
sarà in ognuno di noi; è questione di tempo, solo di tempo. Un destino di dolore
e di pentimento che logora la tua essenza fino a tramutarla in quella razza
invidiata dagli stolti, che genera feti per divulgare morte. Molti direbbero
questo! Ma tra tutte le razze quella che nuoce non è quella dei Vampiri. Tra di
noi c’è il rispetto, rispetto per una vita di sofferenza. E’ illecito parlar di
rispetto con gli umani. Una parola che, tra di loro, si ignora, o meglio, non la
si capisce. Tra di noi esiste l’onore. Altra virtù, questa, soffocata della
razza inferiore. Quando il brivido della morte accarezza i loro fragili e
mortali corpi sarebbero in grado di ripudiare la loro esistenza. Ma cos’è la
MORTE per voi??!!!! Voi che avete paura di essa e ve ne inginocchiate per
baciare la falce che più tardi spegnerà la vostra vita come una candela! Voi che
di fronte ad essa vendete l’anima pur di allungare anche solo per qualche minuto
la vostra inutile esistenza!!!! Vigliacchi! Ipocriti! Non avete neanche idea con
chi avete a che fare! La morte ti accompagna verso la strada più dolorosa,
difficile, vendendoti parole ingannatrici che manipolano la tua mente fino a
contorcerla e uccidendoti piano piano, dilaniandoti all’interno finché così
neppure la tua misera esistenza può lasciare un segno positivo alla razza del
male! E’ la musa del sonno eterno, dell’incubo eterno! Ma imparerete a convivere
con essa, quando per vivere voi, colpite con la fredda falce la futile vita di
altri. Ed ecco che diverrà per voi la musa guida delle vostre azioni. Il tutto
sarà riconducibile ad essa, sin dalla nascita! Ma non è solo il rispetto e
l’onore che fa di noi razza Superiore… c’è ben altro. Lo spirito di un Vampiro è
ormai immortale e come tale deve sopportare l’infinita dannazione che gli
spetta. Un’ infinità di pensieri lo travolgono, un’ infinità di infamie lo
colpiscono, un’infinità di certezze lo abbattono. L’infinito rancore che deve
portare con se come una madre che porta in grembo suo figlio. L’infinito
desiderio di salvezza controllato da una mente che pur essendo confusa e ferita
rimane lucida. L’infinita vendetta che deve attenuare per non assomigliare a
razza inferiore. Non piangete per noi, siamo già morti!
Nessuno

Sognando, riposo nella mia bara. Oh che sogni! Non riesco a ricordare il giorno
della mia nascita. E' stato molto,molto tempo fa. Quando nacqui la seconda
volta, lo ricordo, ma è molto curioso. Avvenne nel castello, lo stesso castello
che si erge sopra di me stesso, il mio castello. Riesco a sentire il peso e
l'umidità di ogni singola pietra ed il freddo, che è tanto salutare per la mia
pelle. Non è forse stato il freddo che ha preservato il mio corpo per tutti i
secoli che ho passato all'interno della mia tomba? Nella mia bara di piombo.
Ho aspettato per tanti anni. Perchè mi devo svegliare adesso? che cosa mi sta
agitando? E' passato tanto tempo dall'ultima volta che ho aperto le porte della
mia cripta. C'era la guerra all'interno del mio castello. Tutti morirono. E poi
c'era il fuoco, non mi è mai piaciuto il fuoco! Così, mi ritirai nella mia
tomba, perché anche allora era fredda ed accogliente.
Ma il momento del risveglio è arrivato. cosa sono questi suoni che riecheggiano
oltre le mura? Sono musica e risate quelle che odo? Il castello è abitato! Quei
corpi che vivono, respirano e pulsano, ripieni di sangue rosso, sono tornati
qui. sono cavalieri! Ho sempre amato i cavalieri, cosi forti, il loro sangue è
così buono, uomini cresciuti nutrendosi di selvaggina e dell'ottimo vino rosso
di queste terre. Ah, il sangue dei coraggiosi...
Si, questa notte nascerò ancora! Devo farmi assolutamente bella. Ho intenzione
di trovare un nuovo amante molto presto. L'ultimo l' ho consumato troppo, ed ora
è tutto pelle ed ossa!


Si dice che i Vampiri siano più volte
maledetti,
poiché nel loro Marchio d'infamia si rispecchia
quello che la bibbia vuole portasse Caino.
Herman Olaus Flotroeb, il filosofo,
sosteneva che la loro peggiore dannazione
è la maschera immortale che sono costretti a portare.
Agli uomini resta la consolazione di poter un giorno
liberarsi della misera gabbia del loro corpo:
non così è per i Figli dell'Ombra.
Nel crepuscolo delle foreste del Vecchio Mondo, i castelli in rovina sono
abitati dall'immortale aristocrazia della notte. Per secoli queste malvagie
creature rimangono nascoste, attendendo il tempo in cui il mondo abbia
dimenticato la loro esistenza. Poi, quando il potere della magia delle tenebre è
al proprio apogeo, evocano dalle loro tombe, grandi armate di morti e li guidano
contro il mondo dei vivi.
"Combattere contro di te? Non penso proprio.
Non vedi cosa stringo in pugno? Non
riconosci il tuo cuore ancora pulsante?"
Entri pure e si unisca a me per la cena.
Vedo, da come è vestito, che lui è un uomo di gusto...squisito.
L'odio è una virtù!
Quando un Vampiro particolarmente potente viene ucciso, non si può mai essere
certi se il mondo si sia realmente liberato da quel predatore della notte. Molti
dei più grandi Lord Nonmorti sono tornati dopo essere stati uccisi, in quanto
chi può dire chi sia il vero padrone: la morte o il Vampiro?
Noi siamo i signori della notte e voi umani non siete altro che i nostri
armenti.
Mentre noi camminiamo orgogliosi voi restate in ginocchio
L'aspetto fisico è l'unica cosa che i Vampiri hanno in comune con gli Umani, fra
i quali spesso si nascondono. dietro la loro maschera di bellezza ed eleganza
giace un predatore , un cacciatore di creature viventi. Anche la persona più
buona ed onesta in vita viene corrotta dall'implacabile sete di sangue umano.
I servitori della morte possono essere riconosciuti dal marchio che portano. Non
esiste un uomo snaturato a tal punto che il suo corpo non si rivolti
all'orribile contaminazione rappresentata dal sangue Nonmorto.
Queste sono le caratteristiche attraverso le quali potrete riconoscerli. Le
zanne del predatore, perchè la loro sete di sangue di un demone dalle zanne
affilate. La pelle bianca come porcellana, fredda al tocco ed innaturale alla
vista. Gli occhi che brillano nel buio, dietro i quali si cela la loro rabbia.
Questi sono i marchi del male, i marchi dei Vampiri
Il rituale maledetto utilizzato dai vampiri per creare i propri simili è
definito il Bacio di Sangue. Il Vampiro, invece di succhiare il sangue della
vittima, gli dona una piccola parte del suo, trasmettendogli la maledizione in
esso contenuta. La vittima finirà inevitabilmente per ammalarsi, le forze
inizieranno a scomparire e poi arriverà la morte, apparentemente per cause
naturali.
Dei cavalieri attraversano la notte. Galoppano nell'oscurità su destrieri dagli
occhi infuocati a caccia di quei poveri folli avventuratosi fuori casa dopo il
tramonto, Per loro il sangue dei mortali è un dolce nettare, l'unico che possa
placare la loro sete.
Uomini con visi d'avorio che rifuggono la luce e stendono un velo di inganni,
tradimenti e follia.
D'ora in avanti sarete tutti miei servitori. A voi la scelta se seguirmi da vivi o da morti.

