E cammina cammina, sono arrivato un bel giorno all'asilo, dove ho stabilito il mio equipaggiamento e segretamente l'ho trasformato nella base generale dell'operazione Strage di Cuori. In realtà ero già sposato da diverso tempo con il mio amore di sempre, Michela, una bambina piccola e carina, con cui ho condiviso l'infanzia. Le ho voluto così bene, che una volta al bagno ho iniziato a schizzarla amorevolmente con l'acqua fredda, tanto che lei s'è presa la broncopolmonite e da quel giorno e cambiata tantissimo, ha deciso di fare nuove esperienze e di visitare posti nuovi, come ad esempio l'ospedale.

Poi sono partito anch'io, alla ricerca della verità, e dopo aver attraversato mari e monti, finalmente ho trovato un nuovo posto di ristoro, una nuova oasi di riflessione: le elementari. Già il primo giorno di scuola una bambina bellissima, Alessandra, pensava, che fossi di colore, vista la mia carnagione scura, mentre qualche tempo dopo credevano che fossi un immigrato cinese, credo perchè ho gli occhi un po' a mandorla. Da quel giorno ho capito che sarebbero stati tempi duri per me, e infatti dopo sono diventato egiziano, poi cubano, spagnolo e tanti tanti altri ancora.

Le elementari sono state niente male per me. Sempre supersposatissimo con Michela, ho intrapreso con lei il piano b, cioè ridere. Ridevamo sempre. E sempre. E sempre ancora, tanto che la maestra sfinita, ci ha dovuto dividere di banco. Ridevamo così tanto che quando la portavo a mangiare fuori (cioè quando mamma la invitava a pranzo), non riuscivamo più a masticare, né a parlare e alla fine ridevamo pure senza dire niente, e pure quando mia madre si arrabbiava perchè noi due ridevamo.

Poi ci siamo dati al cinema insieme ad un altro compagno fondamentale della mia vita : Diego. Tutti e tre, vicini di casa, abbiamo iniziato a girare un film, che poi è uscito in tutte le sale cinematografiche ed è diventato un successo per tutti gli studiosi di  cinema tant'è che ancora oggi negli ambienti cinematografici più raffinati è molto ricercato lo studio di questo noto film : Lui tenta ancora con le olimpiadi.

Soddisfatti del successo, io e Michela ci siamo momentaneamente ritirati per aprire un albergo. Gran lusso, ogni pomeriggio in camera mia (che tra l'altro era la direzione) trascorrevamo il tempo a riordinare le schede dei nostri clienti. Ed eravamo molto meticolosi, pensate che annotavamo pure quanta pipì e quanta cacca al giorno faceva ogni singolo cliente. Tra i più illustri non posso tralasciare di menzionare Barbabietola Carrone ed il giovane Tino Falsa Testimonianza.

Una volta siamo pure diventati testimoni di Gheohvhaaha e nessuno e riuscito più a fermarci. Il nostro motto era :"I testimoni di Gheohvhaaha non si fermano davanti a niente !" e per questo quando non ci hanno aperto il cancello di casa sua, abbiamo iniziato a scavalcare, e ad arrampicarci, finchè al culmine del nostro esercizio, siamo riusciti ad entrare a casa sua passando dalla finestra, con ben tre piani di altezza sotto i nostri piedi. I testimoni di Gheohvhaaha non si fermano davanti a niente !

La nostra vita alle elementari è stata dura, soprattutto quando ci siamo trasferiti in Antica Etruria. Lì per educare nostra figlia, la bambina etrusca Valentina (che tra le altre cose è la sorella più piccola di Michela), la chiudevamo in cantina, tra il buio i ragni e i topi. Non so perchè, ma ricordo che diceva : "Io non ci voglio giocare alla bambina etrusca !" Ma chiaramente era piccola e noi genitori lo facevamo per il suo bene. Anche la nostra maestra era contenta quando a scuola le raccontavamo : "Maestra, ieri abbiamo giocato ad un gioco nuovo: la bambina etrusca !", chiaramente per non annoiarla con le nostre vicende non entravamo nei  particolari, fattostà che nessuno ha mai capito perchè Valentina fosse restia a giocare ad un gioco così divertente, mah !

Con Michela ne abbiamo fatte tante di cotte e di crude, dal fingerci armati con i nostri amichetti, allo spacciare acqua e terra per caffè, mangiare le formiche, Bubble Bubble, proporre come erba curativa per la pelle una foglia di ortica, tirare le pigne nella cuccia del cane, L'aereo più pazzo del mondo, gettare gli amichetti giù dal muretto, arrampicarci sul nostro albero, costruire capanne, giocare con i puffi, girare il telegiornale, imparare nuovi superpoteri, e ridere, ridere sempre.

Ma pure quando non stavamo tutti e tre insieme, ma solo io e Diego, la fantasia non mancava. Anche noi due principalmente ridevamo. Sia quando incastravamo i playmobil tra gli anelli dell'altalena, sia quando fracassavamo addosso al muro le astronavi fatte di lego, dicendo che l'atterraggio non era riuscito bene. In uno di questi atterraggi, lui ha dato una craniata allo spigolo di una panchina di ferro, e si è coperto la faccia di sangue. Le risate !

Diego è stato il mio amichetto dello sport, quando in quarta e quinta elementare facevo ginnastica artistica insieme a lui. Ma altre volte abbiamo giocato a tennis, battimuro, basket, ed tanti altri come ad esempio campana, acchiapparella, color color, rialzo ecc. A volte ci vedevamo a casa sua con altri amichetti (e chiaramente noi tre, io lui e Micky) e passavamo i pomeriggi a giocare a questi giochi tutti insieme, finchè qualcuno se ne doveva andare oppure moriva, tipo un suo amico che incitato da noi due si è tuffato nel vuoto per cercare di aggrapparsi al volo al ramo di un albero. Chiaramente l'ha lisciato.

E poi che gioia cercare le parolacce sul vocabolario, dormire insieme e prima di andare al letto mettersi una buona dose di dentifricio nel naso, ridere fino a farsi venire l'asma, i giochi di prestigio, il periodo del pianoforte, combattere, le armi, il mitico commodore 64, Jackye, Luigino e Nunzietto, e così via. In seguito si rivelerà veramente un grande amico. E che simpatico buontempone; una volta mi ha legato al cancello di casa sua e poi se n'è andato. Mentre un'altra volta mentre cercava di incastrare il tasto del citofono di casa mia, io dalla finestra lo minacciavo e gli tiravo i sassi con la fionda. Che giocherelloni. Che burloni. Comunque ancora vivi.

Ma siamo sempre restati amici, anche quando sono finite le elementari e io sono andato alle medie in una scuola diversa dalla loro (Michela e Diego). Inizia un nuovo periodo della mia vita. Qui ho avuto una nuova ispirazione e ho intrapreso una nuova strada che si è dimostrata entusiasmante: ho attaccato a ridere. Il motivo c'era, ero in una classe di pazzi, e principalmente ho conosciuto un altro mattone (la pietra squadrata o un grande matto ? Tutti e due.) fondamentale della mia vita: Emanuele, alias Dido, ovvero, come direbbe il buon Ale, il diavolo ha gli occhi verdi.

Io e lui ci siamo conosciuti i primi giorni di scuola, quando sono andato da lui con un succo di frutta di quelli confezionati in cartone e con la cannuccia, e ho iniziato a scherzare sfregando velocemente la cannuccia sul cartone per  cercare di bucarlo. Lui mi ha detto :"Attento che se fai troppo forte, ti prende fuoco !". Da quella frase romantica ho capito che lui era l'uomo della mia vita, e che non ci saremmo più lasciati.

Emanuele è pazzo, e infatti siamo andati subito d'accordo. Con lui ne ho passate così tante che per raccontarle non saprei dove mettere le mani, da dove incominciare, fattostà che siamo diventati un sacco amici. Ridevamo. Ridevamo sempre, a casa, e peggio ancora a scuola, quando trovavamo i doppi sensi durante l'ora di italiano (sapete cos'è la zargola ?), quando quatti quatti ci spostavamo a piccoli passetti con il nostro banco fino a fare tutto il giro della classe, quando facevamo la recita (come sempre eravamo i protagonisti, non è vero Briciolino ?) o le riprese di francese, quando facevamo a botte, quando tiravamo gli aeroplanini di carta incendiati dal balcone di casa, a capodanno sparavamo i fischiabotti sui vicini, i petardi con la fionda, le invenzioni, ARFE, gli scherzi al telefono il periodo dello skate, i pomeriggi passati a giocare coi videogiochi (conoscete Smash ? e Scorpius ?), quando volevamo ricopiare il vocabolario sul computer, la notte a cercare i nomi assurdi sull'elenco telefonico ( tipo Addolorata Troia o Piscia Placida in Piazza...), il baracchino, Dungeons&Dragons e tantissime, ma proprio tantissime altre avventure episodi e situazioni simpatiche vissute insieme, tipo quella volta che ha spento la luce di casa sua ed ha iniziato a tirarmi i coltelli della cucina (se un giorno capitaste a casa sua, tra i vari pezzi di repertorio, fatevi mostrare e raccontare come mai c'è un buco da coltello sul mobile della sala da pranzo...) Un tipetto frizzantino.

Di fragile psicologia e traviato per sempre la mia vita è andata avanti con queste solide basi. Solo dopo mi sono accorto che non era da tutti ! Infatti sopravvissuto ad Emanuele ho capito che ormai niente mi avrebbe più fermato, bastava applicare quanto avevo appreso in quegli anni : la mia vita è come un poliedro, quante facce ha non lo so, ma sono proprio tante !
In bocca al lupo e non vedo l'ora di conoscervi !!! ;-)

                                                                                                                                                 Devi assolutamente sapere che...Andiamo a vedere il resto