SOSPESO AD UN FILO

 

<<Dove diavolo mi trovo ?>> è quello che mi sono chiesto subito dopo esser tornato cosciente. Intorno a me il buio più assoluto : sopra , sotto, intorno, niente. Solo una calda atmosfera di colore nero. Fossi di colpo diventato cieco ? Perchè tutta questa oscurità ? E soprattutto , come ci sono finito ? Via via una certa ansia andava crescendo in me , un'angoscia che mi lasciava preda impotente di un panico dovuto semplicemente al buio.
Non riesco più a ricordare cosa stavo facendo , come sono capitato in questo ... posto?. Istintivamente il primo gesto è stato quello di portare entrambe le mani sul volto , per verificare di avere ancora gli occhi. Certo che ci sono ,meno male, ma non ricevono stimolo, eppure , è tutto così strano... come se mi fossi appena svegliato da un sonno così profondo da non lasciarmi alcun ricordo. Ma no , sono vestito con i soliti pantaloni e le scarpe da ginnastica , e poi non ci si sveglia mica in piedi, ma che stavo facendo ? Dopo essermi accertato della mia condizione fisica , prima di azzardare qualsiasi mossa , ho badato bene a non perdere la calma e a cercare una spiegazione che giustificasse tutto questo. Stavo bene , niente caldo , nè freddo , nè fame o altro , solo che non vedevo un accidente... e << o cavolo , qui c'è anche un silenzio di tomba ! >> ho esclamato , ma per fortuna non ho perso anche l'udito dato che ero in grado di sentire le mie parole. Però sembravano comunque soffocate , completamente prive di eco , come se mi trovassi all'aperto sperduto in chissà quale ambiente talmente ampio da dissolvere così facilmente quell'esclamazione. Non un alito di vento , un cinguettio , e infatti toccando terra il suolo è liscio, pavimentato , << ma dannazione , anche senza vedere mi renderei conto di trovarmi al chiuso , mi accorgerei di un muro , una parete o un ostacolo, in fondo basta battere le mani per orientarsi un po' ... >>. Parlare ad alta voce avrebbe dovuto consolarmi, però era dura, mi sentivo come rapito e abbandonato << Oooh , c'è nessuno ? Qualcuno mi sente ? Diammine sto chiedendo aiuto. Aiutoooo. Qualcuno mi starà pur sentendo ! Chi sei che mi hai sbattuto qui ? Dove accidenti mi trovo ? Insomma chi siete ? Che volete da me , la pazzia ? Voglio uscire !!!>> o entrare ? Questo era il problema , stare assolutamente soli con se stessi , riuscire in qualche modo a cavarsela con le proprie forze. Facile a dirsi , ma così , senza neanche una risposta, ho temuto il peggio. Forse sono morto. Si , dev'essere così, e questo è quello che chiamavo paradiso ... o inferno ? Non posso restare in bilico su questa ambiguità. D'accordo è inutile irritarsi , e dopo aver riconquistato la calma, con il piede incerto ho tentato un passo. Poi un secondo , e un terzo sempre in avanti.
Mi muovevo ma senza sapere in che direzione andavo e contavo solamene sul tatto delle mie mani protese a cercare qualcosa da riconoscere, da toccare.
Niente. Dopo i primi dieci minuti il passo è diventato più sicuro , beato lui ! Che situazione assurda, fino a ieri stavo a casa , studiavo , andavo in palestra , la sera in discoteca... e poi ? Qui all'improvviso drizzato le orecchie ! Che è stato ? Come una specie di tuono in lontananza , ma non proprio un tuono , qualcosa di più rauco. La speranza. Le mie grida per chiedere soccorso non ottenevano risposta , ma ero ugualmente confortato di non essere totalmente solo. Ecco di nuovo quella specie di ... suono. Ho teso nuovamente l'orecchio perchè sembrava che ora fosse più intenso. Un attimo di silenzio e senza muovere un solo muscolo, proteso e con massima attenzione aspettavo di nuovo quel rumore in lontananza. Eccolo ancora, sempre più vicino , sembra quasi un...ruggito !
No , è impossibile , quel momento di speranza è mutato all'istante , il tempo di trasalire. Eccolo di nuovo , è proprio un ruggito , no , non uno solo , sono numerosi << Cieco e con i leoni ! E' la fine !>>. Ma quel folle terrore che doveva paralizzarmi , mi ha proiettato invece in avanti nella corsa cieca alla sopravvivenza. All'impazzata senza sapere dove mettevo i piedi, perchè mi succedeva questo , e perchè poi proprio a me , le gambe sembravano rincorrersi a vicenda in una gara senza traguardo. Mi sono voltato un istante e meraviglia ! Li vedevo ! Potevo apprezzare, non troppo lontano, il felino con la sua pelliccia colorata e la fluente criniera, che mi inseguiva nella mia disperata fuga. E dietro ancora altre belve lanciate come famelici predatori che lottano in velocità per conquistarsi la preda. Eppure nella mia disperazione , quell'attimo di luce mi ha dato ancora speranza , e la certezza di non aver perduto la vista.
I ruggiti si avvicinavano , le mie mani correvano nel vuoto e gli occhi sgranati potevano focalizzarsi se mi voltavo, solamente su quelle maledette creature. Anche se trottavo a tutta birra, mi sono reso conto in breve che c'era ben poco da sperare. Che fare ? Dove andare al buio ? Spacciato, e quasi soffocato dal fiatone stavo trascorrendo gli ultimi momenti di agonia. Pochi attimi ancora avrei potuto resistere, eppure nonostante tutto continuavo, senza consegnarmi così facilmente , correndo, almeno per l'ultima volta in vita mia ... non potevo andarmene così , scioccamente, in questo modo assurdo...almeno per una volta ancora avrei voluto rivedere lei, con il suo delicato volto radioso, accarezzare i suoi morbidi capelli , stringerla tra le braccia , baciarla , avere almeno il tempo di dirle: <<Addio !>> , l' "addio" di un condannato a morte che ha appena consumato il suo ultimo desiderio. Mi sembra quasi di sentirla piangere , piangere il suo amore condannato che se ne va per sempre, va via senza tornare mai più. Ricordo anche la nostra canzone , si mischia ai suoi singhiozzi alle sue lacrime che... ma un momento io la sto sentendo veramente questa canzone. Viene da là, e appena ruoto la testa verso destra ecco... una fune, si , c'è una fune che penzola dall'alto ! La mia corsa ha di colpo cambiato direzione e soprattutto vigore , alimentata dall'energia di una nuova speranza. Nel buio più totale i leoni e la fune ! Mi volto disperatamente ma li vedo ormai troppo vicini , ad un passo da me , pronti ad attaccare , l'attimo prima di saltarmi addosso, e in quel briciolo di ostinazione ho tentato comunque un ultimo balzo. Un interminabile tuffo in avanti che spingeva le mie mani protese il più possibile per afferrare quell'ultima salvezza. Presa ! La mia destra afferra la fune che mi sostiene , e subito l'altra mano la segue , e poi su, con le ultime forze mi tiro su, cercando di arrampicarmi aggrappato a quella corda di plastica. Anche un leone spicca il volo ma riesce solo a ferirmi il piede, ormai non possono più raggiungermi. In quella frenesia irrazionale solo la musica che continuavo a sentire mi confortava e veniva proprio dall'alto, da una apertura di luce in cui si tuffa questa corda. Continuavo a fissare l'apertura che si avvicinava faticosamente man mano che salivo. Allo stremo salgo più che posso , ma sento la corda cedere, ormai però sono arrivato, se riuscissi ad allungare la mano un altro po'...
Zac, la corda non mi sostiene più , e cade verso il basso ripiegandosi caoticamente al suolo , circondata dai leoni. Tre dita mi stanno salvando. Anulare , medio e indice della mano sinistra. Stanno sostenendo tutto il peso del mio corpo aggrappate, come ad un cornicione, ai bordi della apertura luminosa, proprio a un braccio dalla mia testa. Non ce la faccio più.
Ormai sfinito ma testardo compio un ultimo gesto e porto anche l'altra mano a sostenermi. Poi raccolgo tutte le mie forze per tirarmi su , mi concentro sulla musica , impazzisco, lotto fino alla fine e...
<<Si è svegliato !>> grida incredulo il dottore. Ma certamente in quel letto di ospedale , con tutta la gente che mi si affollava intorno, per vedere il miracolo, tra quei macchinari elettrici e soprattutto quello che teneva in vita me, con la spina appena staccata, ebbene tra tutta quella confusione io posseggo ora un'immagine della vita : lei, che tiene il mangianastri nella mano , e che seduta vicino a me sul letto mi guarda e mi accarezza mischiando il riso alle lacrime. La prima cosa che le ho detto è stato :<<Grazie !>>.

© Flap  Copyright 1996

 

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